Curiosità grammaticali, Figure

Il limerick

Il limerick una forma di poesia poco conosciuta ma alla portata di tutti. Comprendendo le regole di base di questo tipo di componimento, si può creare qualcosa di veramente divertente, come ha fatto il grandissimo Gianni Rodari. Ecco due esempi di suoi limerick:

Un signore di nome Filiberto
amava assistere al caffè concerto
e al dolce suono di tazze e cucchiaini
mangiava trombe, tromboni e clarini
quel musicofilo signor Filiberto¹.

Un cuoco furbo²

Un abile cuoco di nome Dionigi
Andava a comprare le uova a Parigi,
così invece di semplici frittate
faceva “omelettes” molto raffinate
quel furbo cuoco chiamato Dionigi.

Il limerick è un genere di nonsense ed è grazie al famoso poeta inglese dell’Ottocento Edward Lear se oggi lo conosciamo. Il limerick è formato da cinque versi: Continue reading “Il limerick”

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Curiosità grammaticali, Regole di grammatica

Guardare e vedere: quale la differenza?

Vedere e guardare sono verbi spesso utilizzati come sinonimi, perché considerati uno equivalente all’altro. Si riferiscono, invece, a due attività distinte. Come diceva Henry David Thoreau: «Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere»

Vedere e guardare

abc-2860036_960_720.pngVedere e guardare sono due verbi che, pur appartenendo allo stesso campo semantico, non hanno il medesimo significato, hanno etimologie profondamente diverse e non sono, salvo qualche caso, quando il contesto lo rende possibile, sinonimi l’uno dell’altro. Hanno entrambi a che fare con l’osservare, un’azione e un’attività che compiamo con gli occhi, con l’uso della vista, ma lo scopo è diverso. Continue reading “Guardare e vedere: quale la differenza?”

Curiosità grammaticali, Regole di grammatica

Acrostico: tra poesia ed enigmistica

Che significato, pieno e vero, attribuiamo alle nostre parole? Cosa esprimono in profondità? Quale mondo di immagini e idee associamo ad esse? Come possiamo renderlo e mettergli a disposizione un’ampia superficie su cui specchiarsi e riflettersi nell’interezza della sua figura e in tutta la sua luce?

Molto spesso conoscere e mettere in pratica una regola linguistica particolare ma semplice ed essenziale aiuta i nostri sentimenti e pensieri ad esplicitarsi, a spiegarsi. Una regola che si segue e si applica come uno spunto creativo, come una linea guida basilare che asseconda la nostra fantasia e favorisce la libertà della nostra sensibilità nel rendere sentimenti e pensieri in maniera concreta, visibile, vivida, percepibile. Così, da una parola che amiamo, cui teniamo perché esprime un nostro pensiero o ciò che proviamo, da un nome oppure da una frase nasce una composizione, un testo, che dice i nostri sentimenti e incornicia le nostre visioni e il nostro immaginario. Nasce un acrostico¹.

Il termine deriva dal greco akróstichon (composto di ákros, «estremo» e stíchos, «verso») e indica il componimento poetico che si ottiene prendendo le singole lettere di una parola o di una frase e ponendo ciascuna, nell’ordine in cui si trova, all’estremità iniziale di un verso della poesia. Quindi, specularmente, se leggete in senso verticale le iniziali dei singoli versi del componimento si formerà la parola o la frase da cui si è partiti. Continue reading “Acrostico: tra poesia ed enigmistica”

Curiosità grammaticali, Dialetti, modi di dire e termini regionali

Adotta una parola: cartiglio

Leggevo la scorsa settimana un articolo sui famosi cioccolatini che contengono all’interno dell’incarto che li avvolge un bigliettino trasparente su cui è stampata una frase d’amore o un aforisma.

paper-2027692_960_720.pngQuel pezzettino di carta si chiama cartiglio. Incuriosita dal termine, sono andata a consultare il dizionario. «Cartiglio» è un termine usato in architettura e in pittura. Indica la raffigurazione, scolpita, dipinta oppure a stampo, di un rotolo di carta in parte svolto e in parte involto, sul quale di solito sono stampate iscrizioni, come motti, diciture, didascalie, brevi testi in genere. Il cartiglio è un fregio: ha funzione ornamentale e decorativa del dipinto o elemento architettonico su cui si trova e racchiude in modo elegante, quando c’è, il testo contenuto. Continue reading “Adotta una parola: cartiglio”

Curiosità grammaticali, Dialetti, modi di dire e termini regionali

Adotta una parola: cuticugno

Arrivato l’autunno, si impone il cambio di stagione dei vestiti: l’avete terminato? Preso tutto, anche le giacche? Avete fatto posto in un’anta del vostro armadio a qualche capo stravagante, magari ad un cuticugno per affrontare i momenti della giornata in cui la temperatura si abbassa?

Cos’è un cuticugno?

Il cuticugno (plurale: cuticugni) è un giubbetto o soprabito rustico e pesante, solitamente per uomo. Pare il termine derivi dal bizantino katogunnion, Continue reading “Adotta una parola: cuticugno”

Regole di grammatica

Assolutamente, assolutamente sì, assolutamente no

Assolutamente è un avverbio che significa ‘in maniera assoluta, senza limitazione’, ‘con certezza, senza dubbio’ e viene usato in senso rafforzativo del concetto espresso.

Negli ultimi anni, soprattutto nella lingua parlata, si è diffuso l’impiego di assolutamente da solo in risposta ad una domanda. Per esempio: «Verrai alla mia festa?» «Assolutamente». Poiché assolutamente ha valenza neutra Continue reading “Assolutamente, assolutamente sì, assolutamente no”

Regole di grammatica

Cos’è la grammatica valenziale?

 

 

GRAMMATICA VALENZIALE: che cos’è?

La teoria linguistica della grammatica valenziale, conosciuta anche come teoria della grammatica della dipendenza, è stata ideata ed elaborata dal linguista francese Lucien Tesnière (1893-1954) nel suo «Éléments de syntaxe structurale», pubblicato postumo nel 1959. In Italia è stata particolarmente approfondita e perfezionata dagli italianisti Vittorio Coletti, Cristiana De Santis, Elisabetta Jezek, Maria G. Lo Duca, Michele Prandi e Francesco Sabatini.

La teoria linguistica della grammatica valenziale si caratterizza per un modello di analisi della struttura della frase particolarmente innovativo e, soprattutto, alternativo all’analisi logica tradizionale. Continue reading “Cos’è la grammatica valenziale?”